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La sinistra in guerra

  • Number: 558429788427408
  • Autore:
  • Lingue: Italiana
  • Valutazione: 4.6/5 (Votes: 2852)
  • Brossura: 181 pagine
  • Disponibilità: Disponibile
  • Scarica i formati: PDF, EPUB, KINDLE, FB2, AUDIBLE, MOBI e altri

Descrizione del prodotto

Dall'introduzione: 'L’aurora dalle dita rosa che aprì il secolo XX carica di doni e promesse mutò presto colore e il giorno tinto di rosso preparò la nera notte di Valpurga. «Se ci si tappa le orecchie, non si sentono più i gemiti», scriveva Karl Kraus, che aveva visto sorgere dalle ceneri d’Europa il nuovo verbo universale: «il paradiso umano comincia subito dopo l’inferno del prossimo». Che lezione, e che maestri! Durava dal ’14, ma nell’agosto del ’45 il Bene finalmente esplose. Si guardarono allora i potenti della terra, sgomenti per ciò che avevano fatto. Durò poco, ma bastò per dare vita a nuovi statuti e convenzioni e carte e istituzioni. Qui si bandiva la guerra, là si disegnavano colombe, i popoli si giuravano fraterni, alle religioni non si credeva più e dopo l’Untergangster dell’Occidente, come lo chiamava il gran viennese, ebreo di Boemia, la vergogna impediva l’oscena ricerca di comuni radici. Certo, la bomba incombeva, ma per massacrare in pace non si potevano più evocare i sacri valori. S’imponeva discrezione: un po’ di coreani e un po’ di indocinesi, un po’ di algerini e un po’ di tibetani, controrivoluzionari di tutto il mondo uniti e aborigeni incautamente sopravvissuti, indonesiani d’ogni isola e africani d’ogni dove, sauditi e yemeniti, israeliani ed egiziani, giordani e siriani, curdi e palestinesi, caucasici e latinoamericani, indiani e pakistani, iracheni e iraniani, afgani e cambogiani, baschi e irlandesi, tedeschi e ungheresi e dissenzienti ovunque fossero, che tanto, dice il poeta, sono sempre odiati. Ma fu una carneficina!, obiettano gli incontentabili, indifferenti al tantra dei dignitari dell’Eterno Presente: nella foto non ci sono mai solo ombre. Infatti a illuminare il futuro una fiaccola si accese: il Tabù della guerra. Un tabù è un tabù e quando viene violato la coscienza non ammette scuse: non c’era più patriottismo che tenesse.'

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